Diminuiamo costi sprechi e privilegi della politica

no privilegi.jpgPETIZIONE AL PARLAMENTO ITALIANO PER UNA LEGGE CHE ABBATTA I COSTI DELLA POLITICA ED I PRIVILEGI RICONOSCIUTI ALLA CLASSE POLITICA

I SOTTOSCRITTI CITTADINI CHIEDONO che il Parlamento italiano proceda al più presto ad una riforma delle regole che governano la Politica ed il mandato elettorale, ad ogni livello istituzionale, sulla base dei seguenti indirizzi:

1) PORTARE LE RETRIBUZIONI E LE INDENNITA’ DEI PARLAMENTARI A LIVELLO MEDIO EUROPEO;

2) CHE L’ASSEGNO VITALIZIO SIA RIDIMENSIONATO E CALCOLATO CON EQUITA’, SU BASE CONTRIBUTIVA E SECONDO IL REGIME PENSIONISTICO IN VIGORE PER I CITTADINI ITALIANI LAVORATORI DIPENDENTI;

3) IMPEDIRE AI VARI CONSIGLI REGIONALI, PROVINCIALI E COMUNALI DI DECIDERE IL NUMERO DEGLI ASSESSORATI, DI DECIDERE IL NUMERO DEI CONSIGLIERI, DI FARSI LO STIPENDIO O FARSI LE REGOLE PER LA PENSIONE: DEVE ESSERE UN ORGANO SUPERIORE A DECIDERE. LE INDENNITA’ E I RIMBORSI DEVONO ESSERE SOTTOPOSTE ALLE NORMALI LEGGI CHE VALGONO PER TUTTI I CITTADINI;

4) CHE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI (CAMERA E SENATO) SIA RIDOTTO DI UN TERZO COSI’ COME IL NUMERO DELLE AUTO BLU A DISPOSIZIONE DI PARLAMENTARI ED ELETTI NEGLI ENTI LOCALI;

5) CHE LE SPESE SIANO SEMPRE SOSTENUTE E NON GARANTITE FORFETTARIAMENTE E CHE LE STESSE SIANO QUINDI RIMBORSATE SOLO A FRONTE DELLA PRESENTAZIONE DI REGOLARI GIUSTIFICATIVI DI SPESA;

6) LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI DEVONO ESSERE VISIBILI DA OGNI CITTADINO;

7) ELIMINARE I CONFLITTI DI INTERESSE: NON SONO ELEGGIBILI DUE PARENTI DI PRIMO GRADO NELLA STESSA AULA PARLAMENTARE. NON SI PUO’ CANDIDARE CHI E’ TITOLARE DI UNA CONCESSIONE DI UN BENE PUBBLICO O E’ UN GROSSO INDUSTRIALE O UN EDITORE. I CONDANNATI PER CORRUZIONE E PER REATI CONTRO LO STATO NON SONO CANDIDABILI;

8) CHE IL MANDATO ELETTORALE SIA CONSENTITO AL MASSIMO PER 4 LEGISLATURE CONSECUTIVE;

9) CHE IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI SIA LIMITATO AI SOLI RIMBORSI ELETTORALI, EROGABILI LIMITATAMENTE AI GRUPPI PARLAMENTARI ED AI PARTITI RAPPRESENTATI IN PARLAMENTO;

10) CHE IL MANDATO ELETTORALE DECADA DOPO UN NUMERO SIGNIFICATIVO DI ASSENZE INGIUSTIFICATE;

11) CHE LE REGOLE CHE STABILISCONO IL TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO SIANO ANALOGHE A QUANTO STABILITO PER I CITTADINI ITALIANI LAVORATORI DIPENDENTI;

12) CHE SI PROCEDA AD UNA RAZIONALIZZAZIONE DEL NUMERO DEGLI ENTI LOCALI E NON SI INCREMENTI IL NUMERO DELLE ATTUALI PROVINCE;

13) CHE AI PARLAMENTARI ELETTI AL PARLAMENTO DELLA REPUBBLICA ITALIANA, ONDE GARANTIRE L’EFFICACIA DEL MANDATO ELETTORALE RICEVUTO, NON SIA CONSENTITA, PER LA DURATA DEL MANDATO STESSO, LA PROPRIA ATTIVITA’ PROFESSIONALE QUALE, AD ESEMPIO, QUELLA DI AVVOCATO, NOTAIO, MEDICO, ECC. ECC.


INVITANO
Le Camere a prendere le conseguenti determinazioni.
Nel caso in cui il Parlamento non ritenga di procedere alla revisione di quanto suggerito, i sottoscritti cittadini si riservano di ricorrere al diritto costituzionale di raccogliere le firme per richiedere un referendum popolare per deliberare l’abrogazione della legge n. 1261 del 31 ottobre 1965 e conseguenti (art.1 comma 52, legge 23 dicembre 2005) onde addivenire ad una riduzione dei costi della politica e dei privilegi riconosciuti alla stessa classe politica.

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Diminuiamo costi sprechi e privilegi della politicaultima modifica: 2010-07-17T11:11:00+00:00da poesia-economia
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